Turismo in Austria Visitare Vienna, una guida per visitare e scoprire Vienna, Austria.

Bandiera Austria

   

Storia della città di Vienna

Nel luogo dell'odierna città, abitata in età antica dai Celti, i Romani attorno al 100 d.C. stabilirono un campo militare che venne chiamato Vindobona, a protezione della vicina città di Carnuntum.

Successivamente vi si stabilirono anche civili, e l'imperatore Marco Aurelio vi morì probabilmente colpito dalla peste.

Ancora oggi è possibile vedere le vecchie mura erette tra il 100 e 500, l'odierna Vienna presenta al suo centro stradine che rispecchiano all'incirca l'antica struttura.

Data la posizione molto esposta verso l'est, Vindobona fu presto oggetto di conquista dei vari popoli che cercavano di penetrare in Europa, tra i quali i Bizantini, i Longobardi, i Magiari e gli Slavi.

La città riottenne la sua posizione centrale nella zona dopo che Carlomagno la inglobò nella Marca Orientale (Ostmark), tuttavia essa dovette ancora difendersi dalle invasioni - questa volta degli ungheresi - finchè nel 955 Ottone I, imperatore del Sacro Romano Impero, non scacciò questi definitivamente ricostituendo la Marca e donando Vienna nel 976 alla dinastia dei Babenberg, conferendo a Leopoldo di Babenberg il titolo di magravio.

La dinastia dà a Vienna il ruolo primario che gli spetta nella regione, dovendo tuttavia continuare a contrastare le pressioni ungheresi, fino al 1246 quando con Federico II di Babenberg (morto in battaglia contro gli invasori) terminò la dinastia e cominciò il cosiddetto Interregnum, durante il quale si succedettero governanti boemi (Hermann di Baden, Ottocaro II Przemysl) fino a che nel 1278 Rodolfo I di Germania sconfisse Ottocaro stabilendo sull'Austria e su Vienna il dominio asburgico, che proseguirì fino al 1918.

Inizialmente osteggiata dalla popolazione (nel 1288 fu soffocata una sollevazione contro i governanti), la dominazione asburgica diede a Vienna il ruolo privilegiato di capitale dell'Impero quando nel 1438 Alberto II d'Asburgo trasferì qui la sede del potere.

Sotto Massimiliano I la città conobbe una grande fioritura artistica e culturale (nel 1365 era stata fondata l'Università) mentre l'Impero sotto il suo governo e quello del nipote Carlo V giunse alla sua massima estensione.

Nel 1533 la sede del potere venne spostata nell'edificio dell'Hofburg, il tradizionale palazzo imperiale di Vienna. Non cessarono tuttavia per Vienna le invasioni straniere: dal 1485 al 1493 la città fu sotto la dominazione di Mattia Corvino, re degli ungheresi, scacciato dalla città da Massimiliano, e nei primi anni del Cinquecento iniziò a farsi temere la minaccia turca.

Vienna fu per tutto il XVI secolo funestata dalle guerre di religione, divisa tra il protestantesimo (circa l'80% sotto Massimiliano II, di fatto protestante) e il cattolicesimo, uscito vincente dopo le persecuzioni dei successivi sovrani e la violenta Controriforma dei gesuiti. Gli scontri tra le due religioni provocarono lo scoppio nell'Impero e in tutta Europa della Guerra dei Trent'Anni, durante la quale la città fu devastata dalla peste (circa 30.000 morti) e dagli assedi stranieri.

Vienna rifiorì in tutto il suo splendore dopo la definitiva sconfitta dei turchi, che nel 1683 sotto Kara Mustafa erano giunti alle porte della capitale imperiale minacciando l'intero mondo cristiano.

Il principe Eugenio di Savoia li battè ripetutamente, salvando la città che nel tardo Seicento e nei primi del Settecento conobbe un grande risveglio urbanistico: sotto Carlo VI fu costruita la Karlskirche, i sontuosi palazzi del Belvedere, le residenze dei nobili intorno all'Hofburg. Nel 1738 vi fu firmata la Pace di Vienna, con la quale le potenze belligeranti (Francia da una parte, Impero Austriaco dall'altra, ed i rispettivi alleati) posero fine alla Guerra di successione polacca.

Nel 1740 salìal trono austriaco Maria Teresa d'Austria, prima imperatrice dopo che con la Prammatica sanzione Carlo VI aveva permesso la successione in linea femminile.

Maria Teresa, che governò per quarant'anni, spostò la residenza imperiale nel palazzo di Schonbrunn da lei fatto costruire alla periferia di Vienna, contribuendo a rendere la città una capitale artistica di primo piano favorendo la musica (sotto il suo regno iniziò a brillare l'astro di Mozart).

Il successore di Maria Teresa, Giuseppe II, liberale e riformatore, dovette scontrarsi contro l'aristocrazia conservatrice e la Chiesa nel suo processo di rinnovamento politico.

Il cosiddetto Codice penale giuseppino modernizzò la legislazione austriaca secondo i principi dell'Illuminismo, ma la sua linea antireligiosa portò addirittura il Papa Pio VI a Vienna nel 1782 per tentare di bloccare le riforme, dopo che l'anno precedente l'imperatore aveva emanato l'Editto di Tolleranza che metteva fine ai contrasti tra cattolici, protestanti, ebrei e ortodossi. Vicino al popolo, Giuseppe II aprì ai cittadini i parchi riservati agli aristocratici del Prater e dell'Augarten.

Negli ultimi anni del Settecento e nel primo decennio dell'Ottocento Vienna e l'Austria dovettero subire gli effetti devastanti di Napoleone Bonaparte.

Nel 1806 Francesco II fu costretto dall'imperatore dei francesi a cedere il titolo di sovrano del Sacro Romano Impero, eliminando così definitivamente l'antica istituzione che risaliva a Carlomagno, mentre il sovrano assunse il titolo di Francesco I, imperatore d'Austria.

Ripetutamente battuta da Napoleone, l'Austria dovette subire la sua occupazione: Bonaparte nel 1809 s'installò a Schonbrunn sposando la figlia di Francesco I, Maria Luisa. L'abile diplomazia del principe Metternich portò tuttavia l'Austria ad aderire nel 1813 alla coalizione contro la Francia che portò alla disfatta di Napoleone e alla fine del suo dominio.

Proprio a Vienna sotto la regia di Metternich si tenne il Congresso che sancì la nuova divisione dell'Europa post-napoleonica. I sovrani europei si trattennero nella capitale austriaca per circa un anno, rendendola in pratica il centro del mondo occidentale. S'imposero in questo periodo - detto periodo Biedermeier - la sinfonie di Schubert e i valzer di Strauss, ma la bella vita aristocratica non durò a lungo poichè nel 1848 i moti rivoluzionari borghesi e liberali portarono la definitiva caduta del regime reazionario di Metternich - che fuggì in esilio - e di Ferdinando I, che abdicò in favore del nipote Francesco Giuseppe, appena diciottenne.

L'ultimo imperatore d'Austria, sicuramente il pi� grande, govern� per 68 anni. A Vienna il sovrano oper� una rivoluzione urbanistica, demolendo le mura gi� in parte distrutte da Napoleone ed edificando al loro posto la monumentale Ringstrasse, il viale che circonda la citt� ad anello ed ancora oggi arteria principale della citt�. Qui nel 1879 si tenne una grandiosa parata per celebrare le nozze d'argento dell'imperatore con la moglie Elisabetta (la famosa Sissi).

Nella capitale s'imposero le musiche di Brahms e Strauss, mentre nel 1869 venne inaugurata l'Opera di Vienna. Nei primi del Novecento la citt� fu scossa da nuovi fermenti artistici: la Secessione viennese di artisti quali Gustav Klimt e Koloman Moser, lo Jugendstil architettonico che port� all'edificazione di molti edifici in stile Art Noveau, mentre la grande Vienna concludeva il suo ciclo storico con la morte di Francesco Giuseppe nel 1916, la disfatta della Prima guerra mondiale e la conseguente scomparsa dell'Impero, dopo l'abdicazione di Carlo I e la proclamazione della Repubblica nel 1918.

L'influenza mise in ginocchio la capitale del nuovo stato, ridotto a una piccolissima porzione dell'antico dominio, portando a fermenti rivoluzionari socialisti per tutto il decennio 1920 e buona parte degli anni '30.

Nel 1933 il cancelliere della repubblica Engelbert Dollfu� sciolse il Parlamento proclamando con una risposta reazionaria ai socialisti un regime di stampo fascista. Non dur� a lungo: l'anno successivo rivolte di sinistra fecero vacillare il governo, che venne colpito al cuore dagli invasori nazisti che tentarono un colpo di stato uccidendo Dollfu� ma fallendo il tentativo di conquista dell'Austria a causa dell'opposizione di Mussolini.

Il successore di Dollfuss, Kurt Schuschnigg, non riusc� a impedire la pressione di Hitler, che nel 1938 penetr� nel paese dopo che Arthur Sey�-Inquart - successore del dimissionario Schuschnigg - apr� le frontiere portando all'Anschluss con la Germania. Dopo aver drammaticamente condiviso il destino del terzo Reich, l'Austria fu occupata dagli Alleati e Vienna venne divisa tra i vincitori della guerra fino al 1955. Il rapido ritorno della democrazia, sancito anche dall'installazione nella citt� delle sedi delle principali organizzazioni internazionali, permise a Vienna e all'Austria un rapido risveglio economico e politico.

Nel 1995 il Paese ha aderito all'Unione europea e oggi Vienna � una delle capitali pi� visitate dal turismo internazionale.

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